consulenza di giardinaggio, rigenerazione prati e risemina manto erboso senza scavi,con recupero del prato esistente, lavori di sfalcio erba e messa in opera Prato Pronto

Nella realizzazione di un prato la prima cosa che guardiamo in un terreno è la sua fertilità. La fertilità è legata strettamente alla composizione granulometrica del terreno (sabbioso, limoso, argilloso), alla sua ricchezza in elementi nutritivi, alla sua ricchezza in sostanza organica, alla sua porosità (tale da consentire un adeguato scambio idrico e gassoso), alla sua capacità di drenare. E’ quindi importante trovare un modo pratico e veloce per definire la composizione del terreno. Sulla base delle osservazioni effettuate, stabiliamo il piano di reintegro della fertilità, che può essere immediato (incorporando sostanza organica e altri concimi al momento dell’impianto del prato), o di medio/lungo periodo, con concimazioni periodiche in epoche successive.
Nel rispetto dell’ambiente i concimi che preferiamo sono quelli organici: stallatico pellettato, pollina, pellicino, humus di lombrico, cuoio torrefatto, cornunghia, sangue secco, borlanda. La sostanza organica è un toccasana per il terreno: rende sciolti i terreni compatti, e compatta quelli sciolti, nutre la vita del terreno, fornisce sostanze nutritive alle piante, ne favorisce l’assorbimento. I concimi chimici, per noi, sono da usare in quantità moderata, al solo fine di correggere squilibri esistenti. Una errata concimazione chimica può provocare danni ben più gravi dei benefici che ci aspettiamo. Non facciamo gli apprendisti stregoni, e usiamo i concimi che madre natura ci ha donato.
Due parole sul diserbo. C’è chi sostiene che senza un diserbo preliminare il prato non resterà pulito a lungo. Questo è vero solo in alcuni casi (forte presenza di gramigne, prati abbandonati da anni ecc.), e la nostra modalità d’intervento percorre strade diverse. Il ripristino della fertilità del terreno, infatti, non passa attraverso il suo avvelenamento! Se diserbo può essere necessario lo stabilirà l’agronomo, e solo al fine di curare situazioni patologiche. Un prato ben fatto, vedrà crescere le erbe che abbiamo seminato, e non altre. Se lo difendiamo dalle infestanti con prodotti chimici, finito l’effetto di questi, prevarranno tutte le erbe i cui semi provengono dal cielo o dai campi vicini. Se invece lo rendiamo fertile e sano, l’erba crescerà fitta, e nessuna erbaccia verrà a dar fastidio.
L’epoca della semina è importante. Noi facciamo prati o a Settembre/Ottobre (mesi ideali) oppure a Febbraio/Marzo, al massimo Aprile (mesi buoni, ma non ideali). Fare un prato in tarda primavera, o in estate, significa esporre i getti nuovi e fragili alla competizione con infestanti estive vigorosissime, che avrebbero presto la meglio. Inoltre i caldi estivi potrebbero disseccare intere aree del prato, anche in presenza di impianto irriguo. Diffidate da chi accetta di farvi un prato a Giugno. Crescerà veloce veloce, ma ben presto sarà da rifare.
Importanti sono anche le sementi che si usano. Non si deve però cadere nell’errore di pensare che basti una buona semente a fare un bel prato, ne’ (come certe pubblicità indurrebbero a pensare) che fare un prato sia "facile".. Greenland usa delle ottime sementi, che hanno la caratteristica di essere "nane". Cioè hanno una naturale tendenza ad accestire, e a rimanere compatte. Questo significa minor numero di tagli e prato più folto e meno esaurito. Più una semente è nana, e più sarà lenta a germogliare e a coprire il terreno. Il tutto allo scopo di favorire il cliente nella realizzazione di un prodotto di qualita’.